Questa checklist per l’homepage nasce da una domanda che mi fanno spesso: “Ho già una homepage, ma non so se manca qualcosa.” Ecco quindi la versione pratica, da spuntare voce per voce, per capire se la tua sta facendo il suo lavoro o se le manca qualche pezzo importante.
Se hai letto il mio articolo su le 5 domande a cui la tua homepage dovrebbe rispondere, questa è la parte due: prima ti aiutavo a ragionare, ora ti do gli elementi concreti da controllare uno per uno.
Cosa deve avere una homepage che converte
Una checklist per l’homepage completa parte sempre dagli stessi punti fermi. Se anche solo uno di questi manca, probabilmente stai perdendo visitatori senza saperlo.
1. Una frase chiara sopra la piega. Nei primi secondi chi arriva deve capire chi sei e cosa fai, senza scorrere. Non uno slogan a effetto, una frase che spiega.
2. Un sottotitolo che chiarisce per chi lavori. Subito dopo il titolo, specifica la nicchia. “Web design” da solo non basta, “web design per coach e consulenti” sì.
3. Una call to action visibile subito. Non serve inventarsi niente, basta un bottone chiaro tipo “Scopri i servizi” o “Prenota una chiamata”, ben visibile senza scorrere.
4. Una prova sociale. Anche solo una testimonianza, un logo cliente, un numero. Serve a dire “non sono l’unica a pensarlo”.
5. Una sezione “come lavoro” o “il processo”. Le persone si fidano di più quando sanno cosa aspettarsi, non solo cosa ottengono alla fine.
6. Un accenno a chi sei, anche senza foto. Due righe con personalità bastano a far sentire che dall’altra parte c’è una persona vera, non un’azienda anonima.
7. Una seconda call to action verso la fine della pagina. Chi arriva in fondo è interessato, dagli un modo facile per fare il passo successivo.
8. Link interni verso le pagine chiave. Servizi, portfolio, chi sono: la homepage deve fare da smistamento, non essere un vicolo cieco.

Gli errori più comuni in homepage
Anche con tutti gli elementi giusti, questi dettagli rovinano tutto:
- Troppo testo prima della call to action: se serve scorrere tre schermate per capire cosa offri, hai già perso metà dei visitatori.
- CTA generiche: “Contattami” dice poco, “Prenota una consulenza gratuita” dice molto di più.
- Nessuna gerarchia visiva: se tutto ha la stessa dimensione e lo stesso peso, l’occhio non sa dove guardare.
- Homepage isolata dal resto del sito: se non rimanda a servizi, portfolio o blog, hai un vicolo cieco invece di un punto di partenza.
Ne avevo parlato anche in modo più ampio nell’articolo su un sito web che converte, non solo bello.
Come usare questa checklist
Il modo più utile è aprire la tua homepage in un’altra scheda e controllare voce per voce, con occhio onesto. Se ti mancano due o tre punti, non significa rifare tutto da zero: spesso basta aggiungere un blocco o riscrivere una frase per colmare il vuoto.
Una checklist per l’homepage fatta bene non serve solo a “controllare”, serve a darti una direzione chiara su cosa sistemare per prima cosa, senza perderti in modifiche infinite che non cambiano davvero i risultati.
Se dopo averla passata al setaccio ti rendi conto che la tua homepage ha bisogno di più di qualche ritocco, è probabilmente il momento di guardarla nel suo insieme, non solo elemento per elemento.
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